Resoconto edizione 2015: il Simposio Società Sostenibile 2.0 ha fatto centro!

A più di tre anni di distanza dalla prima fortunata edizione, noi fondatori di ASoS - Associazione Società Sostenibile, scaturita proprio da quel riuscito evento del 2011, abbiamo sentito che era tempo di riproporre al grande pubblico i temi della sostenibilità; nuovamente attraverso la forma del Simposio, con il titolo  Società Sostenibile 2.0: per rimanere idealmente nel solco della continuità con il precedente, ma con l’intenzione di esplorare l’evoluzione, intervenuta in questi ultimi anni, di tutto ciò che sta procedendo in modo rilevante verso il perseguimento di una società sostenibile.

L’evento che aveva preso forma nelle nostre menti ha richiesto un enorme lavoro, molto complesso, ma il desiderio di vederlo realizzato ha sostenuto la nostra volontà in tutte le difficoltà incontrate: nonostante il Team del Simposio fosse costituito solo da 5 persone, e con un budget ridicolo a disposizione, oggi possiamo dire di aver centrato ogni obiettivo!

L’esigenza di operare un salto di qualità in questa edizione 2015 ci ha portato ad ampliare il numero dei relatori e dei temi trattati, lavorando ad una maggior levatura nell’offerta.
Una grossa sfida lanciata a noi stessi, e una scommessa sull’interesse che l’evento avrebbe suscitato, riuscendo alla fine a riunire in una giornata alcune tra le voci più rappresentative nei vari campi di interesse. Tutte persone di grande competenza e disponibilità,  che si sono lasciate coinvolgere nel nostro progetto; animate dal desiderio di condividere le loro esperienze, i progetti, gli studi approfonditi nel tempo e le visioni di un futuro in realtà già iniziato.

Dopo mesi di preparazione, in una giornata di fine febbraio, già foriera di primavera, un grande teatro nel centro di Verona ha finalmente accolto il pubblico nella sua ampia Platea. Sul palcoscenico, un allestimento essenziale ed un grande schermo cinematografico per i contenuti visivi delle presentazioni.
Nella capiente Galleria del teatro, spazi in cui disporre materiali e pubblicazioni, appositamente pensati per favorire gli incontri tra il pubblico e i relatori.

Per favorire la comprensibilità del tema nelle sue articolazioni, il  lungo Programma è stato strutturato in 3 sessioni, attraverso le quali si dipanava una linea progressiva su cui far scorrere gli interventi, ognuno dei quali della durata di 20 minuti sul modello dei TED Talks, già collaudato nel precedente simposio del 2011.Il Movimento Zeitgeist Italia ha contribuito alla definizione degli argomenti con 4 brevi video a tema (gli Zeitspot) distribuiti ad hoc nel programma.

Il Team del Simposio e lo Staff dei volontari hanno dato inizio a questa avventura:
in palcoscenico Patrizia e Veronica si sono alternate in una  conduzione dal ritmo sostenuto e puntuale, che aveva il compito di introdurre le varie fasi e presentare i relatori ed i loro interventi; dietro le quinte, a Roberto, Ezio e Davide (gli altri 3 componenti del Team) erano affidati il controllo e la realizzazione tecnica in tutti i suoi aspetti. Un manipolo di capaci volontari ha provveduto a tutto il resto e così il Simposio 2.0 è andato in scena!

La Prima Sessione conteneva elementi di analisi della situazione esistente e dei problemi attuali. Introdotta da Zeitspot#5 (La vera origine della crisi mondiale), iniziava  con un regista di grande spessore: Enrico Cerasuolo.
Nei suoi numerosi film, Enrico ha avuto il coraggio di affrontare temi di cruciale importanza, come nel suo documentario “Ultima Chiamata”, dove racconta la storia di uno dei libri ambientalisti più controversi e stimolanti di tutti i tempi: “Rapporto sui limiti dello sviluppo” . Nell’intervento ha spiegato al pubblico i motivi per cui, a più di quarant'anni dalla sua pubblicazione, il testo risulti oggi più che mai attuale.

Subito dopo, la nostra unica (per una serie di concause di forza maggiore) relatrice del Simposio, Stefania Romano che, forte di impegnativi incarichi istituzionali in Italia e all’estero (legati alla sostenibilità), ha parlato ampiamente e in modo critico di sviluppo sostenibile,  includendo importanti progetti internazionali in corso, che lei stessa gestisce.

Gabriele Pernechele, con alle spalle una profonda esperienza in cooperazione internazionale - poliglotta e studioso in materie economiche, noto per la sua efficacia nella divulgazione popolare di argomenti particolarmente complessi - ha poi dimostrato  l'insostenibilità del debito pubblico che grava sulla società italiana e non solo.

In seguito, il Prof. Guido Dalla Casa, uomo dolcissimo di grande pensiero, ha illustrato la potente filosofia dell’Ecologia Profonda” e ha saputo catturare tutta l’attenzione del pubblico spiegando che “la vita è un essere collettivo e l’uomo, [né più né meno di tutti gli altri esseri viventi], ne fa naturalmente parte”.

Dopo lo  Zeitspost #10 (Risorse abbondanti ed energie rinnovabili), è stata invece la volta di Mirco Rossi di ASPO Italia , uomo di scienza e coscienza, sempre in costante aggiornamento delle fonti, saggista e conferenziere con all’attivo un’esperienza più che ventennale. Già presente al primo Simposio nel 2011, si è addentrato - studi e dati alla mano - tra gli ”ingannevoli scenari”  legati al petrolio e all’uso dei combustibili fossili, ripristinando una chiara visione della realtà delle cose e sfatando anche alcuni falsi miti legati alle energie rinnovabili.

Dopo una pausa per il pranzo, abbiamo affrontato la Seconda Sessione, nella quale si proponevano progetti e/o proposte per la transizione, che abbiamo scelto di aprire leggendo il testo di un importante appello di Angelo Del Boca ed Alex Zanotelli, da noi firmata: “No ad una seconda guerra in Libia!".
Proseguendo sul tema, lo Zeitspot#13 (Guerra: una delizia internazionale), una feroce satira sulla guerra, ha introdotto l’intervento di Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento. Egli ci ha parlato di sostenibilità concentrandosi principalmente sugli aspetti sociali ad essa legati, ed invitando a sostenere la campagna “Un'altra difesa è possibile”: uno strumento in mano ai cittadini perché lo Stato organizzi una difesa civile, non armata e nonviolenta e si preparino mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali, nel rispetto della nostra Costituzione.

E’ giunto quindi il momento in cui il  giornalista e blogger Daniel Tarozzi ci ha raccontato del suo viaggio ne “L'Italia che cambia”, dal quale si è originata una “mappa” formata da persone incontrate in tutto il territorio nazionale che hanno iniziato il cambiamento a partire dalla propria realtà locale.

Non poteva mancare in questo settore una voce del Movimento Decrescita Felice: Francesco Badalini, il quale ha lanciato ufficialmente il progetto “Fattoria diffusa”, proprio dal palco del Simposio 2.0! Il suo intervento si è svolto, su idea di entrambi, in sinergia con quello di Matteo Mazzola che ha arricchito di passione comunicativa il suo discorso sull’ “agricoltura rigenerativa”, integrando al meglio il capitolo sull’agricoltura sostenibile e gli strumenti necessari a realizzarla.

Anche il fondatore delle Città di Transizione, Rob Hopkins, pur senza muoversi dalla lontana Inghilterra, ha fatto la sua apparizione al Simposio 2.0 con un videomessaggio esclusivo: reso estremamente piacevole - nonostante i sottotitoli - dalla sua genialità di comunicatore. In breve, ha parlato di numerosi progetti che le comunità in transizione stanno portando avanti in tutto il mondo al fine di ricostituire un'economia locale, solidale e resiliente. Non da ultimo, l’emissione di monete locali molto originali!

A chiudere questa sessione, una personalità d’eccezione: Alessio Ciacci. "Personaggio Ambiente 2012", con numerosi progetti di innovazione e ricerca su tutto il territorio nazionale, pioniere delle nuove pratiche per il trattamento sostenibile dei rifiuti, instancabile ricercatore di nuove strategie sul territorio nazionale in sinergia con le forze locali: il suo intervento verteva sull’ormai avviato progetto “Rifiuti Zero” , che conta oggi oltre 200 Comuni aderenti e più di 4 milioni di cittadini coinvolti.

Una breve pausa-caffè, utile per gli incontri tra noi, il pubblico e i relatori, ed ecco la Terza Sessione, dedicata alle Soluzioni ed ai progetti già realizzati, con uno sguardo al futuro.
Annunciato con lo Zeitspot#23 (il mondo del futuro) e la comparsa a sorpresa sul palcoscenico della  stampante 3D in funzione  del nostro amico Daniele Monetti (MDF Trento), a dimostrazione dei prodigi dell’auto-fabbricazione di oggetti 3D, si apriva il passo ai makers e alle loro officine.

Il primo intervento ha portato la preziosa relazione di Fernando Arias Sandoval del “Fablab Reggio Emilia”, che ha testimoniato quanto sia importante vedere da vicino e sperimentare personalmente le pratiche di vita sostenibili ed i progetti piu innovativi già avviati - come quello appunto del Fablab di cui è co-fondatore e gestore - che vive in stretta sinergia con il territorio in cui si trova, attivando relazioni sia con le istituzioni che con le scuole e con le realtà produttive locali.

In seguito si sono fatti apprezzare in un intervento congiunto Daniele Poddighe e Alberto Unali, due fieri rappresentanti del gruppo  sardo degli “&Makers”: hanno saputo raccontare ad un pubblico conquistato dal loro grande entusiasmo, e prodigo di applausi a scena aperta, come rendersi partecipi della terza rivoluzione industriale, partendo dalla filosofia dell'E-F-A: un equilibrio tra Essere, Fare e Avere, suscitando interesse e stupore nel presentare le loro ingegnose realizzazioni. Daniele Poddighe si era fatto conoscere giovanissimo al primo Simposio tra il pubblico, diventando in seguito Coordinatore ed un punto di riferimento nel gruppo Tecnologia degli attivisti Zeitgeist: ci ha particolarmente emozionato riaverlo al Simposio 2.0 come relatore di successo!

A seguire, l’ingegnoso Jacopo Amistani ha reso tutti partecipi della prodigiosa comunità di makers “Open Source Ecology Italia”, da lui fondata, e delle sue concrete successive realizzazioni nel corso degli ultimi 3 anni: tra queste, la CEB press, un macchinario realizzato in Open Source che riesce a costruire 600 mattoni di terra pressata in un’ora; e il suo nuovo progetto, “Open Hemp”: un modello di business sostenibile basato sulla coltivazione e la trasformazione della Canapa industriale.

Nonostante stia navigando per il Mediterraneo, dopo un lungo inseguimento e peripezie legate all’invio di questo contenuto digitale, Simone Perotti ha rilasciato per noi una video-intervista esclusiva in cui ci ha spiegato cosa si intende per “downshitfing”: chiamata anche “semplicità volontaria”; un termine divenuto famoso in Italia proprio attraverso le sue pubblicazioni e gli incontri formativi del suo “ufficio di scollocamento”.

La ricca lista di relatori si è conclusa degnamente con l’avvincente intervento del curatore dei progetti di Jeremy Rifkin per l’Europa, Angelo Consoli, il cui libro/manifesto, Territorio Zero - scritto a 4 mani con Livio de Santoli - indica l’uscita di una nuova idea di società in cui l’entropia fisica e sociale (cioè, in termini semplici, la misura del disordine all’interno di un sistema, legata alle leggi della termodinamica e proporzionale alla crescita di fenomeni quali  inquinamento, cambiamento climatico, devastazione del territorio, crisi economica, disoccupazione, disgregazione sociale), viene progressivamente ridotta a zero.  Ciò può accadere solo con nuovi processi economici e sociali, caratterizzati da un più democratico accesso e non più dal diritto di proprietà, in comunità collaborative che gradualmente si stanno sostituendo alle strutture economiche del mercato capitalistico.

Le emozioni però non si sono concluse qui: a coronare la nostra giornata all’insegna della sostenibilità a 360º, abbiamo voluto un momento d’arte pura, che esaltasse, come protagonista, la pianta prodigiosa che da sola potrebbe ricostituire buona parte dell’economia locale e nazionale, nella resilienza di cui avremmo vitale bisogno: la canapa!
Grazie al suo poliedrico talento, Andrea de Manincor, attore di grande professionalità e ben noto agli amanti del teatro, ha saputo rievocare le memorie rurali della coltivazione della canapa e dei suoi innumerevoli utilizzi, in un’improvvisazione teatrale godibile ed ispirata, riscaldata dall’atmosfera di semplicità paesana creata dalla fisarmonica di Igino Maggiotto.

Alla chiusura del Simposio 2.0, sul palcoscenico il Team di Asos al completo e il piccolo Staff di instancabili volontari (anch’essi chiamati a godersi il meritato applauso del pubblico) che hanno reso possibile la realizzazione di questo impegnativo quanto significativo evento, hanno ringraziato tutti i partecipanti e tutti coloro che hanno in vario modo contribuito. È stato emozionante ricevere questo grande abbraccio del pubblico, che con i suoi applausi ha testimoniato una partecipazione sempre attenta e percepibile fin dall’inizio in sala, accompagnandoci con il suo calore fino alla conclusione di questo Simposio 2.0.

Un ringraziamento speciale va alla lunga serie di relatori competenti e sinceramente motivati, che hanno aderito al nostro invito e hanno accettato di prestare la loro opera a titolo gratuito, facendo un enorme regalo al pubblico e a noi (cui non rimane che  dover provvedere alle sole spese vive, una cifra comunque rilevante per le nostre attuali possibilità).

Grazie all’interesse suscitato dal Simposio 2.0, è nata una comunità di soci sostenitori intorno ad A.So.S., che ci sprona a proseguire nella nostra attività.
Stiamo già raccogliendo le impressioni che questo evento ha suscitato in chi lo ha vissuto e ne faremo tesoro per migliorare l’organizzazione del prossimo.
Si stanno aprendo anche nuove prospettive di collaborazione con chi ci ha conosciuto grazie a questa occasione e vorrebbe lavorare con noi ad obiettivi comuni, per meglio diffondere e dare concretezza alla cultura della sostenibilità.

Nell’attesa di poter pubblicare i video degli interventi dei relatori che con noi hanno dato vita al Simposio 2.0, a nome di A.So.S., un grazie di cuore a tutti per averci seguiti fin qui ed un arrivederci alla nostra prossima iniziativa!

Il Team del Simposio 2.0

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