ROB HOPKINS

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TRANSITION TOWN: RISCOPRIRE LA RESILIENZA

La resilienza è la capacità di un certo sistema, di una certa specie, di una certa organizzazione di adattarsi ai cambiamenti, anche traumatici, che provengono dall’esterno senza degenerare, una sorta di flessibilità rispetto alle sollecitazioni.
La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è stato reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che ha reso semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.
È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.
I progetti di Transizione mirano invece a creare comunità libere dalla dipendenza dal petrolio e fortemente resilienti attraverso la ripianificazione energetica e la rilocalizzazione delle risorse di base della comunità (produzione del cibo, dei beni e dei servizi fondamentali).
Lo fanno con proposte e progetti incredibilmente pratici, fattivi e basati sul buon senso.
Rob Hopkins ci parlerà di tutto questo ed altro ancora in una video intervista esclusiva.

Biografia

Rob Hopkins è tra gli ambientalisti più influenti del Regno Unito. È co-fondatore di Transition Network e Transition Town Totnes, e uno dei fondatori del movimento Transition, descritto dalla BBC come “la maggiore onda cerebrale urbana del secolo”.
Nel 2005, si trasferisce in Devon dove fonda le basi di Transition Town Totnes - che descrive come “un progetto in divenire guidato dalla comunità”. Transition Town Totnes è ora il fulcro dell'economia di Totnes, che ha portato alla creazione di nuovi posti di lavoro, ha favorito lo sviluppo di nuove imprese ed aiutato le locali imprese già esistenti a prosperare. Ha dato il via a più di 40 progetti locali che variano da aggiustare moto a innestare gli alberi ad una società energetica cooperativa con 500 membri.
Ispirati dall'esempio di Totnes, numerosi progetti comunitari sono sorti in tutto il mondo. Così, nel 2007, Rob ha costituito il Transition Network per sostenere, incoraggiare, mettere in contatto e formare il numero crescente di iniziative di Transizione. Ora ci sono più di 1.000 iniziative di Transizione in circa 50 paesi, con progetti che vanno dalla valuta comunitaria all'agricoltura urbana.
Rob ha insegnato permacultura per molti anni e le sue lezioni vertevano tanto sulla coltivazione di cibo, quanto sulla bioedilizia. È un blogger di successo ed uno scrittore, autore del Manuale Pratico della Transizione: dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali (pubblicato in Italia nel 2009), The Transition Companion (UK, 2011) e The Power of Just Doing Stuff (UK, 2013).
È stato insignito del Schumacher Award nel 2008, è un Ashoka Fellow e membro del Post Carbon Institute. Nel 2009 è stato premiato con l' “Observer Ethical Award for Grassroots Campaigner” ed il Guardian lo ha votato “Green Community Hero”. Nel 2012, l'Independent lo ha incluso nella classifica dei migliori 100 ambientalisti del Regno Unito e Transition Network ha vinto il Premio Società Civile del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE).
Rob ha una laurea con lode in qualità ambientale e gestione delle risorse. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Università di Plymouth, dove è anche Visiting Fellow, ed è stato recentemente insignito della laurea honoris causa dall'Università del West of England.
È sposato con quattro figli e vive a Totnes, dove è anche uno dei fondatori dell'impresa sociale New Lion Brewery, fa parte del consiglio direttivo di Atmos Totnes, un ambizioso progetto di sviluppo comunitario. È un appassionato giardiniere e si vanta delle sue belle barbabietole. Si diletta nel disegno ed è appassionato di musica.

Andrea de Manincor

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Canapa: Improvvisazione teatrale a tema

Sulla scorta di materiali rinvenuti in rete, uno squarcio divertito e leggero di carattere storico sulla coltivazione della pianta in italia, in attesa che la sua coltivazione possa essere sdoganata da un’assurdità legislativa che ne impedisce il pieno recupero. Dedicato al mio maestro, amico, fratello spirituale Silvio Truccano.

Biografia

Attore professionista da più di vent’anni, scrive per il teatro, animatore e insegnante in numerosi laboratori teatrali.
Ha lavorato con alcune importanti compagini del teatro professionale italiano: Candido ’90, Teatro Giovane, Teatro Segreto di Salerno, Nuovo Teatro di Napoli, Teatro Stabile di Roma, Fondazione Aida, Teatro Scientifico, Teatro Stabile di Verona, Ippogrifo Produzioni. Ha fondato LiberArt e de-Ze-de, associazioni per la cultura e lo spettacolo, per cui ha scritto e interpretato molti spettacoli; è stato diretto da Piero Maccarinelli, Daniele Sala, Ruggero Cappuccio, Paolo Valerio, Nicoletta Vicentini, Nicoletta Zabini, Alberto Rizzi, Toni Andreetta, Lorenzo Bassotto.
Ha girato per la Rai in “C’era una volta la città dei matti”, “Don Matteo 8” e per Sky nella seconda serie de “I Borgia”; in “Non scomparire”, secondo lungometraggio del regista veronese Pietro Reggiani, in “Orlando and Company” di Alberto Rizzi, in “Summertime” di Tobia Passigato, ne “Il mistero della nave di San Fermo” di Luca Sartori e ne “Il mio giorno” di Stefano Usardi, con Sergio Fiorentini.
Tra gli spettacoli degli ultimi anni: “Vuoti a perdere”, “La televisione, Volevo dirti che è lei che guarda te”, “L’Inventafavole” e “Canapa”, con Silvio Truccano, “Pericle” con Daniele Pecci, “Enrico IV” con Ugo Pagliai, “Il Bugiardo” con Dario Cantarelli; “Tre sull’altalena” con Roberto Vandelli, “La vedova scaltra”, “Antigone”, “Edipo Re”, “Una stanza al buio”, “SetNordEst”, per il quale ha vinto un importante premio drammaturgico, “Abbasso Verdi!”. Da due anni lavora con giovani attori veronesi per la riscoperta e la salvaguardia del patrimonio della Commedia dell’Arte.
Sodalizi artistici importanti con Silvio Truccano, Sabrina Modenini, Barbara de’Nucci  e negli ultimi anni con il drammaturgo veronese Matteo Cristani.
Per la lirica ha messo in scena: “La Boheme”, produzione del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana, Albania; “Così fan tutte” da Wolfgang Amadeus Mozart, produzione IMAI di Hong Kong in collaborazione con il Conservatorio Dall’Abaco di Verona; “La serva padrona” di G. B. Pergolesi e “La zingaretta” di Leonardo Leo, produzione Dimostrazioni Armoniche di Verona; “Quella volta che Giuseppe si fermò a San Giovanni …” , Accademia delle Muse di Verona, melò drammaturgico musicale scritto e diretto da Andrea de Manincor; “Attila da Verdi”, produzione Accademia delle Muse di Verona.

SIMONE PEROTTI

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Sito web:
www.progettomediterranea.com

DOWNSHIFTING E SOSTENIBILITA’ (sono la stessa cosa?)

Nel suo intervento Simone ci dirà cosa si intende per “downshitfing” (chiamato anche “semplicità volontaria”), un termine divenuto famoso in Italia proprio attraverso le sue pubblicazioni. Ci parlerà anche di molto altro, e in particolar modo di come lui stesso interpreta questa scelta così individuale come una pratica utile e in sintonia con il fine di una “società sostenibile”.

Biografia

Sono uno scrittore e un marinaio. Vivo in Val di Vara, entroterra ligure, quando non sono in mare. Scrivo prevalentemente romanzi e saggi, ma anche pezzi d’opinione. Trasferisco imbarcazioni, sono uno skipper e un istruttore di vela. Trascorro circa quattro mesi l’anno a bordo. Ma per vivere senza essere costretto al tragico rituale della schiavitù del lavoro faccio qualunque cosa, solo quando ho bisogno di soldi, cioè raramente perché vivo con poco. Ho pitturato case, preparato aperitivi, fatto la guida per turisti americani, fatto conferenze. Vendo le mie sculture e i miei “pesci” di ardesia e legno antico, guardateli sul mio sito/blog www.simoneperotti.com. Ho collaborato con riviste e giornali (da «Yacht & Sail» e «Fare Vela» a «Dove» al «Corriere della Sera»), e sono un blogger del Fatto Quotidiano, ma scrivo soprattutto nella forma del romanzo (per tentare di raccontare l’irraccontabile) e del saggio (per tentare di comprendere la realtà). Ho pubblicato: “Zenzero e Nuvole” (Theoria, 1995 – Bompiani, 2004), raccolta di racconti presentata per la prima volta da Vincenzo Cerami; “Stojan Decu, l’Altro Uomo”,(Bompiani 2005 – Premio Volpe d’Oro), un romanzo sul grande tema dell’identità; “Vele (White Star”, 2008 – Premio Sanremo), immagini e testi sulle vele e il mondo del mare; “L’Estate del Disincanto” (Bompiani, 2008), un romanzo di formazione e d’avventura; “Uomini Senza Vento” (Garzanti 2010), un noir mediterraneo e ambientalista sul tema della libertà; “L’Equilibrio della farfalla” (Garzanti 2012), un romanzo sulla rivolta civile ambientalista. E poi i saggi “Adesso Basta” (Chiarelettere, 2009), “Avanti tutta”(Chiarelettere, 2011), “Ufficio di scollocamento” (Chiarelettere, 2012), tutti e tre sul tema del cambiamento e dell’uscita dal Sistema attraverso una rivolta individuale; con il saggio/inchiesta “Dove sono gli Uomini?” (Chiarelettere, 2013) affronto il grande disagio contemporaneo delle donne. Dalla primavera 2014 sono in mare per 5 anni per tutto il Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Rosso settentrionale con una spedizione nautica, culturale e scientifica che ho ideato e di cui sono cofondatore: www.progettomediterranea.com

Enrico Cerasuolo

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E-mail:
enrico@zenit.to.it

Sito web:
www.lastcallthefilm.org

Ultima Chiamata

40 anni fa, la pubblicazione di The Limits to Growth sconvolse il mondo. Il libro, basato sul report di un team di scienziati del MIT, era portatore di un messaggio che oggi è più attuale che mai: il pianeta Terra è un sistema finito e la crescita economica a pieno ritmo porterà la nostra società e l'ambiente sull'orlo del collasso.
Il documentario Ultima Chiamata racconta la storia dell'ascesa, caduta e rinascita di uno dei libri ambientalisti più controversi e stimolanti di tutti i tempi. Ripercorriamo gli eventi attraverso le storie dei suoi ideatori – Aurelio Peccei e Jay Forrester – e autori – Dennis e Donella Meadows, Jorgen Randers, Bill Behrens – un gruppo di persone molto diverse tra loro, ma unite da un'estrema attenzione per le future generazioni.
Il messaggio di The Limits to Growth è rimasto inascoltato per 40 anni. L'abitudine di prendere decisioni a breve termine dal punto di vista ambientale, economico e politico ha portato a questo grande ritardo d'azione, nonostante il libro anticipasse già allora la crisi globale che stiamo vivendo oggi. Nel film, gli autori di The Limits to Growth, supportati da straordinario materiale d'archivio, ci forniscono una visione provocatoria sulle ragioni della crisi globale e condividono con noi la propria idea del futuro.
Tutto questo ed altro ancora ci verrà raccontato direttamente dal regista di Ultima Chiamata.

Biografia

Nato a Venezia nel 1968. Laureato in Scienza Politiche, Storia Contemporanea. Presidente di Zenit Arti Audiovisive, Torino, casa di produzione indipendente, a partire dalla sua fondazione nel 1992. Regista e sceneggiatore di documentari. Ha scritto e diretto:

  • Ultima chiamata (2013, 90’, una co-produzione Zenit, Skofteland Film e ZDF in collaborazione con ARTE, con la partecipazione di NRK, UR, TSI), la storia del bestseller ambientalista più controverso della storia, The Limits to Growth. Miglior documentario sezione La casa di domani al Cinemambiente Environmental Film Festival, 2013; Premio del pubblico al Cinema Planeta Festival, Messico, 2014; Premio Parco Colli Euganei all’Euganea Film Festival, 2014; Premio Speciale al Festival de Cine Verde de Barichara, Colombia, 2014; Premio della Facoltà di Economia al Life Science Film Festival, Repubblica Ceca, 2014; primo premio al Cine’eco Film Festival, Portogallo, 2014; secondo classificato sezione Continuing Education al Japan Prize, 2014; Migliore presentazione europea di scienza o tecnologia allo European Science TV & New Media Awards, 2014; Miglior documentario scientifico e premio MIBAC al Roma Doc Scient, 2014.
  • Andante ma non troppo – 150 anni di storia d’Italia (2011, 118’, una co-produzione ARTE France, Les Films d’Ici e Zenit, con la partecipazione di TSI), documentario che mette in prospettiva il presente dell’Italia alla luce di un secolo e mezzo di storia culturale e politica.
  • Il volto nascosto della paura (2008, 52’, una co-produzione ARTE France, Les Films d’Ici e Zenit, con la partecipazione di YLE e CBC Radio Canada), documentario scientifico sugli studi su paura e ansia a New York dopo l’undici settembre. Gran Premio della Giuria al Roma Docscient Festival 2009; Finalista Ufficiale al Las Vegas International Film Festival, 2009; Bronze Award, Health & Science Communications Association Media Festival, 2010.
  • I pirati dello spazio (2007, 52’, una co-produzione Zenit, Studio International e ARTE France, con la partecipazione di FOX International Channels Italy, RAI Educational, SBS, RTSI, TSR, VPRO, DR TV, YLE, RTBF, Planète), documentario sulla corsa allo spazio raccontata attraverso la storia personale di due straordinari radioamatori. Golden Statue al Roshd International Film Festival.
  • Il sogno di Peter (2007, 54’, una co-produzione AMREF e Mestiere Cinema), documentario sul percorso di riabilitazione di un ragazzo di strada di Nairobi, Kenya. Primo premio sezione lungometraggi Festival Un film per la pace, 2008.
  • Checosamanca (2006, 98’, una co-produzione Eskimosa e RAI Cinema), documentario collettivo, episodio sugli avvocati di strada di Torino.
  • L’enigma del sonno (2004, 60’, una co-produzione Zenit, Les Films d’Ici e ZDF-ARTE, con la partecipazione di Discovery Channel, YLE, RTSI), documentario scientifico sui disturbi del sonno. Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival, Doc2004; Premio Speciale della Giuria al Castellana Grotte Festival Internazionale del Documentario Scientifico di Esplorazione e Avventura, 2005; Prix Spécial Film de Recherche Médicale, Festival des Entretiens de Bichat, 2005.
Stefania Romano

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E-mail:
romano.stefania@minambiente.it

Linkedin:
stefania-romano

Sviluppo Sostenibile: slogan o sfida?

La presentazione verterà sul tema dello sviluppo sostenibile, termine che è diventato riferimento in tutti i documenti di politica ambientali e sociali di livello internazionale, caricandosi di enormi aspettative, e presentando irrisolte ambiguità.
Mentre l’antropizzazione, l’intervento dell’uomo sulla natura per adattare a suo vantaggio gli ecosistemi, e il suo rapporto circolare con l’ambiente sono propri della storia evolutiva dell’uomo, si considererà se è realistico coniugare economia e ecologia, suggerendo l’importanza di riconsiderare l’assetto socio-economico.

Biografia

Stefania Romano è un’esperta in materia di protezione ambientale, sviluppo sostenibile, e economia verde.
Ha esperienza nella cooperazione internazionale che ha maturato in organizzazioni internazionali e in istituzioni governative italiane.
Con un background in politica pubblica, ha sviluppato progetti e programmi sulla sostenibilità in diverse regioni e aree geografiche, tra cui Europa centrale e orientale, Turchia, Asia Centrale, Federazione russa, paesi arabi, e Brasile.
Ha sviluppato e coordinato l’Accademia sullo Sviluppo Sostenibile e la Piattaforma per l’economia verde nei paesi MENA (Medio Oriente e Africa del nord).

&Makers

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E-mail Daniele Poddighe:
daniele.poddighe91@hotmail.com

E-mail Alberto Unali:
albertounali@gmail.com

FB: reprapmakers

Dare alla comunità gli strumenti per migliorare il mondo e se stessi

Passare dall'essere maker al diventare un punto di riferimento per la digital fabrication. Come essere partecipi della terza rivoluzione industriale partendo dalla filosofia dell'E-F-A, un'equilibrio tra essere, fare e avere, per poi arrivare alla condivisione delle conoscenze e degli strumenti utili a rendere reali idee e contribuire a generare una realtà più sostenibile e propensa alla condivisione.

Biografia

Si chiamano &Makers,sono quattro makers che stampano in 3D.
Lavorano 24 ore al giorno in un garage che ospita moto d'epoca e un'Olivetti, si divertono a stampare in 3D utilizzando i programmi open-source, Arduino ma anche martelli e cianfrusaglie.

Daniele Sabiucciu, Daniele Poddighe, Alberto Unali e Massimo Bonifacio si fanno chiamare &Makers.
Sono ingegneri e artigiani digitali. Alcuni di loro si sono conosciuti durante il salone dell'innovazione “Sinnova” a Cagliari, l'evento di Sardegna Ricerche, altri all'interno dell'associazione Ingegneria Senza Frontiere.
Hanno fatto massa critica, si son messi da subito a recuperare pezzi di vecchie stampanti e in pochi mesi hanno costruito "Wood", la stampante 3D in legno "proudly made in Sardinia", così come è inciso nel loro prototipo.
Da queste tecnologie nascono oggetti e strumenti che possono servire ad architetti, ingegneri, dentisti, semplici appassionati. Le stampanti 3D possono essere infatti utilizzate per produrre qualsiasi cosa, dai droni a case ecocompatibili ed economiche.

Gabriele Pernechele

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E-mail:
pernechele.gabriele@gmail.com

Sito web:
pernechelegabriele.weebly.com

La sostenibilità del debito pubblico italiano

La sostenibilità del debito pubblico italiano è un argomento poco trattato dai mass-media ma è di estrema importanza se esaminato sotto il profilo della sua sostenibilità. Questo implica non solo sostenibilità del debito in quanto tale ma incide direttamente e profondamente sulla sostenibilità della società di riferimento, nel nostro caso italiana. Vedremo che la sostenibilità del debito pubblico italiano a partire dall'Unità d'Italia fino ai giorni nostri ha avuto alterne vicende che sono coincise con eventi storici e con scelte politico-sociali di rilievo. Al termine della presentazione saremo in grado di avere una lettura critica ed indipendente delle scelte imposte dalla politica alla società riferite al debito pubblico italiano

Biografia

Nasce a Nogara (VR) nel 1956, dove tuttora risiede. Può vantare ben 4 lauree: Laurea Magistrale in relazioni internazionali, Laurea Magistrale in relazioni internazionali, Laurea specialistica in Cooperazione e sviluppo locale e internazionale, Laurea in Economia e commercio, e un Corso di Perfezionamento post-lauream in Cooperazione e sviluppo internazionali.
Inoltre parla, oltre all'italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo e rumeno.

  • Iscritto al Registro nazionale dei Revisori dei Conti presso il Ministero di Grazia e Giustizia di Roma dal 1999
  • Iscritto presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Verona dal 1992
  • Iscritto presso il Registro regionale della Regione Veneto dei Promotori finanziari dal 2001

Attualmente è responsabile del settore finanze, addetto amministrativo UTC, responsabile del procedimento del Settore commercio, addetto all’Ufficio Immigrati presso il comune di Castel d'Ario (MN).

Dal gennaio 2004 a gennaio 2005 ha prestato servizio in Somaliland (ex Somalia) per l'UNDP come esperto in sviluppo socio-economico.
Dal gennaio al maggio 2000 ha lavorato per la Comunità Europea in Kosovo quale esperto in sviluppo socio- economico nella Municipalità di Istok/Istog. Il suo compito era ricreare le condizioni  socio-economiche per la riattivazione delle imprese di Istok/Istog attraverso i finanziamenti della Banca Mondiale.

Fernando Arias Sandoval
Fablab Reggio Emilia: se faccio capisco

L’esperienza del Fablab insegna che esiste un nuovo modo di pensare, creare e produrre al di là delle specifiche competenze individuali e dei sistemi produttivi consolidati. Il Fablab è innanzitutto una sorta di officina domestica innovativa: luogo fisico aperto a tutti, dove dal privato cittadino, al piccolo imprenditore, allo studente possono recarsi e trovare macchinari e competenze a loro disposizione per sviluppare e realizzare il prototipo delle loro idee a costo contenuto ed essendo protagonisti dell’intero processo. In quanto luogo fisico, il Fablab vive in stretta sinergia con il territorio in cui si trova, attivando relazioni sia con le istituzioni, che con le scuole, che con le realtà produttive locali. Ma non solo, il Fablab essendo luogo per eccellenza d’innovazione, esce dalla fisicità del luogo stesso aprendosi verso il web: è, infatti, in rete con tutti i fablab del mondo, permettendo un continuo scambio d’informazioni e progetti su piattaforme opensource. Emerge chiaramente la vocazione di alta sostenibilità e socialità che anima questo nuovo sistema del fare, del fare insieme.

Biografia

Fernando Arias Sandoval è tecnico edile con studi in architettura. È fondatore e gestore del FabLab Reggio Emilia insieme a Francesco Bombardi nell'ambito di Reggio Emilia Innovazione. Dal 2007 al 2010 si è occupato di organizzazione e allestimenti in ambito museale. Si occupa dei processi di prototipazione rapida attraverso la stampa 3D e il taglio laser, dei laboratori didattici con le scuole/università e supporto il dialogo continuo tra l’artigianato del territorio e la fabbricazione digitale attraverso workshop di progettazione partecipata. È membro del Consiglio Direttivo della Fondazione Make in Italy Cdb in qualità di rappresentante eletto dai FabLab e dai makespace italiani.

MATTEO MAZZOLA

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E-mail: organica.terra@gmail.com

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Sito internet:
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Aldilà dell'agricoltura bellica: elementi probiotici per un'agricoltura del futuro

Il basso costo del petrolio, la conversione industriale post-bellica, i contributi comunitari ed il crescente interesse dell'industria al controllo socio-economico sono stati solo alcuni degli ingredienti che hanno contribuito allo sviluppo di un modello di agricoltura economicamente insostenibile, ecologicamente degenerativo e socialmente fuorviante.
In maniera progressiva, da circa 12.000 anni ad oggi, l'agricoltura ha assunto la funzione di mezzo fondamentale più diffuso per il perpetrarsi della vita dell'uomo, cambiando per sempre la faccia del nostro pianeta e modificando direttamente il comportamento climatico.
Le soluzioni per un'agricoltura rigenerativa, risiedono nello studio ed osservazione del funzionamento delle complesse interrelazioni tra il mondo organico ed inorganico di cui facciamo parte. L'effetto di milioni di anni di co-evoluzione tra esseri viventi, fisica e chimica funzionale non può essere scisso, replicato o sostituito da processi riduzionistici di laboratorio.
Agricoltura rigenerativa è prendersi cura di ambiente, società ed economia attraverso la creazione di sistemi ecologicamente sani e produttivi, di nuovi modelli di micro-economia, che spingano all’aggregazione sociale e ad una nuova convivialità.

Biografia

Sin da piccolo, cresco affascinato dal mondo naturale e da ogni sua manifestazione percepibile sensorialmente, in questo (forse inconsciamente) sensibilizzato dal disastro nucleare di Chernobyl (a quattro giorni dalla mia nascita), e dal vasto degrado ambientale causato da una società nel bel mezzo di una sfrenata crescita economica.
Studio agraria convenzionale presso l'istituto agrario della mia città. La presenza di un’azienda agricola multifunzionale ed economicamente attiva di proprietà dell'istituto scolastico ed il rapporto giornaliero con compagni di classe, provenienti perlopiù da aziende agricole convenzionali, arricchito dalle esperienze di stage in aziende agricole biologiche durante i periodi estivi, costituiranno tre degli elementi di grande importanza sotto l’aspetto della crescita professionale e personale, in particolare per il futuro rapporto con il mondo dell'agricoltura convenzionale industriale.
Terminati gli studi lascio l'Italia, viaggiando in bicicletta per migliaia di chilometri attraverso l'Europa ed il nord Africa, osservando il mondo naturale nei suoi mutamenti, nelle sue forme, analizzando attentamente i paesaggi antropizzati, mappe invisibili dell'azione plasmatrice dell'uomo, interiorizzando i principi teorici dell’ecologia profonda e sviluppando una “empatia” funzionale alla comprensione dei fenomeni degenerativi a livello agro-ecologico (desertificazione, erosione, crollo della biodiversità, ecc).
Ricercando un contatto con maestri e studiosi di cui leggevo i libri, ho avuto l’opportunità di vivere, lavorare e studiare con personaggi straordinari tra cui David Holmgren, Jairo Restrepo Rivera, Darren Doherty e molti altri: un continuo stimolo a mettere in discussione le mie conoscenze, cercando senza tregua di raggiungere la comprensione della realtà ecologica, slegandola dai dogma e dalle concezioni predefinite.
Da quasi dieci anni porto avanti svariate attività formative, di sensibilizzazione e consulenza in campo agroecologico e della rigenerazione di ecosistemi degradati, cercando di stimolare nelle persone i principi di ecologia profonda. Ho lavorato come tecnico in Africa, Europa e Australia in progetti di sviluppo rurale e, da quasi due anni insieme ad alcuni amici, abbiamo avviato un'azienda agricola a produzioni diversificate ed integranti; una fattoria agroecologica di piccole-medie dimensioni dove ogni elemento presente ha una o più funzioni, quando possibile, simbiotiche nei confronti dell'intero sistema rigenerativamente produttivo.

Francesco Badalini

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IL PERCORSO (E LA PROPOSTA) DELLA DECRESCITA FELICE + DAL SEME ALL’INCONTRO TRA TERRE E CONTADINI

"Chi crede che la crescita infinita in un mondo di risorse finito sia possibile o è un pazzo o è un economista".
Kenneth Boulding

DECRESCITA E AGRICOLTURA
Oggi attorno a me, a te, a tutti noi, notiamo un numero crescente di persone che, pur avendo fatto i loro personali percorsi (che non conosciamo), sono arrivate allo stesso punto dove mi trovo io e ci troviamo noi… e tutti stanno/stiamo unendo gli sforzi e l’impegno per passare da una posizione di resistenza, di denuncia rispetto ad un processo distruttivo che è in corso, ad una controproposta, in grado di delineare un futuro diverso, desiderabile più ragionevole nei confronti dell’umanità. La situazione è preoccupante, ma se ci limitiamo a fare la fotografia della situazione, essa potrebbe risultare scoraggiante. Se, invece che farne la fotografia, analizziamo il film di ciò che è successo negli ultimi 10 anni, scopriamo che le ragioni di un certo ottimismo ci sono, perché i progressi fatti sia nel senso delle esperienze sia nella capacità d’interloquire con la pubblica opinione sono tanti. L’esperimento interessante che stiamo cominciando a costruire, consiste in ipotesi e progetti di economie complessivamente alternative rispetto alla economia attuale. Non possiamo limitarci a denunciare le cose che non vanno, né possiamo limitarci a formulare delle proposte di carattere politico. Possiamo fare delle esperienze e scelte di vita, ma accanto ad esse dobbiamo costruire una visione economica concretamente alternativa a quella attuale.
Individuati tre punti principali in cui agire per una economia alternativa:
a) L’energia l’automobile, i trasporti
b) L’edilizia
c) L’agricoltura
Sarà in quest’ultima che andremo a guardare meglio e in profondità le alternative e proposte, in un’ottica di decrescita felice.

RIPRODUZIONE DELLA SEMENTE-TERRE E PROSSIMITA'
Le sementi autoctone: scambio e autoproduzione. Le sementi, perché è da lì che parte la filiera. Una filiera controllata dovrebbe essere la più sana, la più garantita da governi e associazioni di categoria. Invece succede che, con sentenza della Corte di Giustizia della UE, nel 2013 si è confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.
Quali le ragioni che stanno contro questa decisione? Perché il tema dell’autoproduzione delle sementi risulta così fondamentale? E perché è importante parlare di agricoltura familiare di piccola scala? (che ha come naturale sbocco i mercati di prossimità). Partendo dalle risposte a queste domande e da questi presupposti, fondamentali, lanceremo il progetto FATTORIA DIFFUSA, un progetto pensato per creare un collegamento di fruizione reciproca tra i neocontadini, contadini di ritorno, con le terre a disposizione, come le terre abbandonate, le terre incolte, le terre marginali, le terre demaniali, le terre comunali, le terre frazionate, le terre ereditate, le terre coltivate in collaborazione con contadini e privati e quant'altro.

Biografia

Il percorso di Francesco Badalini alterna formazione e impegno/lavoro in agricoltura e in comunicazione/arte. Un diploma all’Istituto Tecnico Agrario, negli anni ‘90 si laurea in DAMS - Comunicazione con una tesi su “La Galerie: ecosistema artistico”, un centro di formazione fondato da Badalini stesso e gestito con un sistema di autofinanziamento. Fonda e poi gestisce il Centro Artistico e di formazione Multimediale “Socio Espressivo” e l’agenzia di comunicazione INK PRODUCTION. Ma negli ultimi anni si stacca da tutto questo e intraprende il “lavoro di contadino”, collaborando nello sviluppo della rete di Aziende Biologiche della Valpolicella, in provincia di Verona.
Nel 2013 partecipa alla costituzione di una rete di distribuzione di prodotti biologici locali. Ultimamente organizza percorsi formativi in agricoltura e alimentazione, corsi di agricoltura familiare con agricoltura rigenerativa, erbe e fornelli creativi. Fonda P.A.N.E.T.H. (Prodotti, Ambiente, Necessità, Ecologia, Territorio, Hospitum), con attività di micro distribuzione del biologico locale di Verona. Per MDF - Movimento per la Decrescita Felice, è coordinatore del gruppo nazionale su Decrescita Alimentazione e Agricoltura, e cura progetti e percorsi sul food, alimentazione, agricoltura e ha partecipato e organizzato numeroso iniziative, tra cui il seminario nazionale sul nuovo paradigma in agricoltura nel 2013 a Portogruaro - e la rassegna su cibo, agricoltura, salute, territorio dal titolo Ali-menti.
E’ in procinto di attivare la scuola di agricoltura rigenerativa, nel percorso che partirà con il Simposio 2.0 del 28 febbraio e - attraverso le giornate di formazione e tirocinio estivo ed invernale - prevede di arrivare alla sua fondazione entro febbraio del 2016.

ANGELO CONSOLI

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Sito internet:
www.cetri-tires.org

TERRITORIO ZERO

Territorio zero è il libro/manifesto di Angelo Consoli e Livio de Santoli, che davanti alla crisi irreversibile della civiltà del petrolio, indica l’uscita di una nuova idea di società in cui l’entropia fisica e sociale (inquinamento, cambiamento climatico, devastazione del territorio, crisi economica, disoccupazione disgregazione sociale) viene progressivamente ridotta a zero.
L’attuale crisi strutturale della seconda rivoluzione industriale travolge non solo l’infrastruttura energetica mondiale ma anche la logistica della grande distribuzione commerciale, la sovranità alimentare, le dinamiche di funzionamento dei mercati finanziari internazionali, e la nostra stessa idea di società. Entra in crisi un modello economico che ha governato il mondo per gli ultimi 200 anni, fondato sull’idea, rivelatasi tragicamente sbagliata, che le fonti fossili fossero inesauribili e le risorse materiali infinite.
In questo contesto è necessario interrogarsi sulla esistenza di modelli alternativi validi e rapidamente applicabili in modo uniforme sia nel mondo occidentale che nei paesi in via di sviluppo. Secondo Angelo Consoli e Livio de Santoli la risposta esiste e sta nell’adozione di modelli economici ed energetici che rispettino le leggi della termodinamica solare e la capacità delle risorse naturali di rigenerarsi. Questi modelli sono ad alta intensità di lavoro e generano “neo crescita” (= PIL distribuito anziché concentrato in grandi ricchezze).
E soprattutto rimettono in gioco l’economia locale di filiera corta, i comuni le PMI i cittadini che abbandonano il ruolo passivo di consumatori e diventano “prosumer” (produttori-consumatori) in nuovi processi economici e sociali caratterizzati da un più democratico accesso e non più dal diritto di proprietà, in comunità collaborative che gradualmente si sostituiranno alle strutture economiche del mercato capitalistico.

Biografia

Angelo Consoli, nato a Brindisi nel 1957, vive a Bruxelles dal 1985, dove in qualità di direttore dell'ufficio Europeo di Jeremy Rifkin, ha coordinato la campagna che ha portato all’approvazione della strategia energetica europea (il “pacchetto clima energia 20 20 20”) durante il semestre di presidenza tedesca dell’Unione Europea nel 2007.
Ha collaborato alla redazione del libro la Terza Rivoluzione Industriale, e ha curato la supervisione dell'edizione italiana del libro “La Società a Costo Marginale Zero” di Jeremy Rifkin. E' Presidente fondatore del CETRI-TIRES (www.cetri-tires.org), il Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale, organismo per la promozione della visione di Jeremy Rifkin in Europa. E’ stato consigliere in questioni energetiche e ambientali di molti leader europei fra i quali Merkel, Zapatero, Papandreu, Barroso, Prodi, Socrates. E' stato coordinatore del documento “Energia e produzioni sistemiche” al Master su “FOOD CULTURE AND COMMUNICATIONS: Human Ecology and Sustainability” all’Università di scienze gastronomiche dello Slow Food a Pollenzo, che ha presentato a Terra Madre 2010. Ha collaborato alla elaborazione delle strategie del Patto dei Sindaci nel cui ambito ha anche consigliato varie amministrazioni locali per la definizione di piani energetici sostenibili, fra cui la Regione Siciliana e il Comune di Roma Capitale.
Nel 2013 con Livio de Santoli ha scritto il libro/manifesto Territorio Zero-verso una società a emissioni zero, rifiuti zero e km zero.

Massimo (Mao) Valpiana

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Campagna "Un'altra difesa è possible"

Obiettivo della Campagna è quello di dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la difesa civile, non armata e nonviolenta – ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni – anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece minaccioso agli occhi del mondo. Lo strumento politico della legge di iniziativa popolare vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52).

Biografia

Nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera come giornalista. E' presidente nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa per la nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui è stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", è stato assolto); è inoltre membro del comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International di Londra e dell'Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza di Bruxelles. E' stato Consigliere regionale del Veneto e consigliere comunale di Verona. Recentemente ha promosso, con le Reti pacifiste, l'evento nazionale “Arena di pace e disarmo” che ha riunito 15.000 persone nell'anfiteatro veronese.

MIRCO ROSSI

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PETROLIO: INGANNEVOLI SCENARI

Verrà analizzata e dimostrata la “bugia” della somma dei volumi dei diversi idrocarburi riassunti nella tradizionale formulazione grafica e statistica “all liquids”, propinata dalle agenzie internazionali che seguono gli aspetti energetici, chiarendo il concetto di “energia netta” e le conseguenze della riduzione dell’ERoEI. Saranno illustrate criticamente le potenzialità del fracking, la capacità di offerta globale di greggio e le contraddizioni legate alla diminuzione del prezzo del petrolio (con particolare riferimento alla prospettiva), l’insostituibilità del petrolio e il contributo razionalmente prevedibile delle fonti rinnovabili. Infine saranno offerti alcuni chiarimenti sulla situazione Italiana in relazione all’attività di nuove perforazioni promossa dal governo.

Biografia

E’ nato e vive a Venezia, dove ha svolto studi di economia. Ricercatore indipendente sugli aspetti ambientali ed energetici ha coordinato per diversi anni l’azione divulgativa che sino alla metà degli anni ’90 Enel offriva al sistema scolastico del Triveneto. Successivamente ha sviluppato come studioso indipendente un’intensa attività di informazione e divulgazione. Negli ultimi 15 anni, terminato l’impegno lavorativo, ha partecipato a centinaia e centinaia di iniziative sparse in tutta Italia, organizzate da istituti scolastici di secondo grado, insegnanti, cittadini, associazioni, forze politiche e sindacali, organismi pubblici.
È membro del Comitato Scientifico di Aspo Italia www.aspoitalia.it (Sezione Italiana di Aspo International – Association Study of Peak Oil and Gas) e del Comitato Scientifico della rivista Ambiente-Risorse-Salute, edita a Padova dal Centro Studi l’Uomo e l’Ambiente.
Nel 2008 la Provincia di Venezia pubblica e distribuisce in tutte le scuole superiori del proprio territorio un suo lavoro, intitolato “VERSO LA FINE DEL PETROLIO”.
Nel settembre del 2009 esce per i tipi della EMI di Bologna il suo primo libro “ENERGIA E FUTURO – LE OPPORTUNITA’ DEL DECLINO”. Nell'aprile del 2011 il libro esce in seconda edizione, ampliata ed aggiornata con la descrizione dei primi eventi della “Primavera Araba” in Nord Africa e quelli del disastro di Fukushima. Il libro, un panorama generale su tutte le fonti energetiche attuali e allo studio, è stato oggetto di centinaia di presentazioni in gran parte d’Italia (significativa quella con Massimo Cacciari a Mestre) e di qualche evento all'estero.
Nel gennaio 2013, sempre con la EMI, pubblica “LA PARABOLA DEL CONSUMISMO – memorie di un ragazzo al tempo della sobrietà”, un racconto autobiografico che si svolge in parallelo all'approfondimento delle questioni energetiche più attuali, mettendo in rilievo valori e principi troppo dimenticati con l’obiettivo di dimostrare ai giovani che sobrietà non è sinonimo di indigenza ma una concezione di vita che può aprire a nuovi orizzonti.

Guido Dalla Casa
L’ECOLOGIA PROFONDA. Lineamenti per una nuova visione del mondo

La situazione attuale dell’Ecosistema terrestre, causata dall’espansione della civiltà industriale, è così grave che ben difficilmente si potrà ottenere qualche cambiamento radicale senza una profonda modifica del paradigma che ne costituisce la base, cioè l’idea che l’uomo è al di fuori e al di sopra della Natura, vista come un complesso di “risorse” a nostra disposizione. Anche le istanze ecologiste più diffuse, pur utilissime, restano spesso entro questi confini (Ecologia di superficie). Le prospettive proposte dall’Ecologia Profonda sono un completo mutamento di paradigma, che porti:

  • al sentire consapevolmente la rete che collega qualunque essere o evento in un unico Complesso;
  • all’estinzione del desiderio per i beni materiali;
  • ad avere la massima considerazione e rispetto per gli altri esseri senzienti e a riconoscere la sacralità della Terra. L’etica deve comprendere tutte le entità naturali (Etica della Terra).

Biografia

Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia. Ora vive a Milano, dove fa parte del Gruppo Ecologia ed Energia dell’ALDAI. All’inizio degli anni Settanta, ha collaborato alla fondazione della Sezione Piemonte del WWF. Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. Nel corso di 40 anni (dagli anni 50 agli anni 90 del secolo scorso) è passato progressivamente da una visione del mondo di tipo cartesiano-newtoniano a una visione di Ecologia Profonda a sfondo animista-panteista, del tipo di quella di Gregory Bateson, Fritjof Capra, Arne Naess. E’ docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (Università di Urbino). Tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda come docente volontario alla UNITRE di Saronno. Ha pubblicato alcuni libri: L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB di Torino, Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro di Roma, Guida alla sopravvivenza (2010) per Arianna Editrice di Bologna, Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence, L’ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo (Mimesis, Milano, 2011) pubblicato anche come ebook da Arianna nel 2008, oltre a numerosi articoli. Con Enzo Parisi, direttore dell’Orto Botanico di Genova, cerca di dare vita a un Movimento Italiano per l’Ecologia Profonda (IDEM).

Daniel Tarozzi

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Viaggio nell'Italia che Cambia

Esiste un'altra Italia oltre a quella avvilente e decadente raccontata ogni giorno dai nostri mass media. In oltre due anni di incontri in tutte e venti le regioni italiane Daniel Tarozzi ha potuto documentare, incontrare, filmare e raccontare centinaia di esperienze concrete di cambiamento sul piano imprendotoriale, ecologico, scolastico, sociale, umano, civile e così via. Un'Italia che cambia, che è gia cambiata che di fronte ai problemi non si chiede se, ma come. Come posso fare per cambiare le cose. Un'Italia che fa concretamente ciò che sogna, pur tra mille ostacoli e difficoltà. Un'Italia fatta di giovani e meno giovani, singoli, gruppi, professionisti, sindaci, associazioni, movimenti. Un'Italia in cui la cooperazione vince sulla competizione, si passa da un io contrapposto al noi, ad un io che fonda il noi. Se io cambio, noi cambiamo.

Biografia

Mi chiamo Daniel Tarozzi, sono laureato in Scienze della Comunicazione, ho lavorato come autore televisivo, regista di documentari, videomaker e soprattutto giornalista. Nel 2004 ho fondato (con Francesca Giomo) un giornale web, “Terranauta”, che ho diretto fino al giugno 2010 e nel settembre 2010 ho fondato “Il Cambiamento” che ho diretto fino al novembre 2013. In tutti questi anni di giornalismo sono venuto a contatto con la maggior parte delle esperienze di “cambiamento” reale che popolano l’Italia ma che non trovano spazio nei media. Ho capito che “toccava a me” raccontarle, riunirle, confrontarle. Ed ecco che è nato il progetto di “Viaggio nell’Italia che cambia”: sette mesi in camper per incontrare “chi ha preso la propria vita in mano senza aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto”.

Dal viaggio è nato un libro edito da Chiarelettere: “Io Faccio così – Viaggio in camper nell’Italia che Cambia”, un documentario e uno spettacolo teatrale, ma soprattutto è nato un progetto di racconto collettivo del Paese visibile sul sito www.italiachecambia.org. Nel frattempo curo un blog sul Fatto Quotidianoblog sul Fatto Quotidiano e viaggio incessantemente per il Paese.

Alessio Ciacci

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Rifiuti Zero, da utopia a realtà

La scarsità sempre più evidente delle materie prime e l’insostenibile impatto ambientale dello spreco delle stesse post-consumo, determina, nel nostro modello di sviluppo, un pericoloso corto circuito che impone una rivoluzione. Una rivoluzione politica, industriale e di abitudini che veda eliminare il concetto del “rifiuto” e possa concepire tutti i materiali come risorse da reimpiegare in altri processi produttivi. Gli ottimi esempi in campo amministrativo, imprenditoriale e commerciale sono la dimostrazione che ovunque è possibile, basta volerlo. Dipende da tutti noi e dalla capacità di replicare le buone pratiche verso un futuro sostenibile ed una realtà che non è più un’utopia ma una impellente necessità.

Biografia

Nato a Lucca il 15 Febbraio 1980, dal 1997 è attivo nei movimenti a livello locale e nazionale per la pace, contro la privatizzazione dei beni comuni, per la tutela dell’ambiente.
Dal 2007 al 2013 è stato Assessore all’ambiente del Comune di Capannori, il primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia internazionale “Rifiuti Zero”; è stato membro del consiglio direttivo dell’Associazione dei comuni virtuosi, del direttivo nazionale del Coordinamento enti locali Agende 21 per Kyoto e del Coordinamento Enti Locali per l’Acqua pubblica. Nel 2013 è stato nominato Personaggio Ambiente italiano dell’anno 2012. Nel 2014 viene chiamato dal Comune di Messina alla guida dell’azienda pubblica che gestisce i rifiuti urbani per la città con l’obiettivo di superare l’emergenza rifiuti e costruire un percorso verso la raccolta differenziata.
E’ stato membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Ato rifiuti della Provincia di Lucca, del direttivo nazionale dell’Associazione Mani Tese, e del direttivo nazionale del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua, nonché coordinatore del Tavolo lucchese Acqua, coordinamento di associazioni, comitati e cittadini per la difesa dell’acqua pubblica. Ha svolto attività di cooperazione in molti Paesi del Sud del mondo, lavorando in Guatemala per l’Agenzia per lo sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP). E’ stato formatore nell’azienda Tutto per l’Ambiente sui temi della raccolta differenziata e del riciclo. Dal 2001, prima nell’associazionismo e nei movimenti, poi come Assessore, attraversa l’Italia in convegni, conferenze e manifestazioni legate ai temi della sostenibilità e della partecipazione, dei beni comuni e della politica come bene comune. Dal 2008 ha partecipato a diverse trasmissioni televisive tra cui “Annozero”, “Report”, “Presa Diretta”, “Geo & Geo”, “Ambiente Italia”, a programmi radiofonici come “Caterpillar” ed ha pubblicato interventi su testate giornalistiche nazionali.
Il modello “Rifiuti Zero” costruito in Italia per la prima volta a Capannori conta oggi oltre 200 Comuni aderenti, oltre 4 milioni di cittadini coinvolti, numerosi progetti di innovazione e ricerca su tutto il territorio nazionale ed una Proposta di Legge che è all’esame delle Camere.

Jacopo Amistani Guarda

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E-Mail: Jacopo.ose@gmail.com

Fb: OpenSourceEcologyItalia
Twitter: @Ose_Italia

Siti Internet
http://hempbox.org
www.makeitaly.eu

Nuovi materiali e contesti produttivi: saperi antichi e nuove tecnologie

Il sistema economico è arrivato ad un punto di svolta obbligato.
Possono i nuovi modelli proposti negli ultimi anni andare a sostituirsi non solo nelle pratiche economiche, ma anche nelle pratiche produttive?
I nuovi materiali derivati da fonti rinnovabili a ciclo breve e le nuove tecnologie saranno in grado di dare una svolta al sistema Italia/Europa/mondo?
Che possibilità ci sono oggi in Italia per dare via al cambiamento?

Biografia

É un giovane imprenditore veneto di formazione umanistico-tecnica.
Dopo una parentesi di studi universitari si dedica allo sviluppo di Open Source Ecology in Italia e ad una serie di iniziative per lo sviluppo di modelli produttivi resilienti sul territorio nazionale ed europeo (Svizzera; Germania; Spagna; Francia). Viene coinvolto e sviluppa assieme al team nato da RuralHub (Hempbox) un progetto per il recupero della filiera della canapa industriale tramite nuovi approcci di sviluppo, progetto battezzato Open Hemp.
Tutt’oggi si occupa di innovazione Agroindustriale e segue attivamente due società che si occupano di questi settori nel tessile e nel settore agricolo sviluppando filiere integrate dal campo al prodotto finito.